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Social Media

PRIORITALIA ovvero,Visioni & Fatti concreti per il futuro della Nazione

Si è tenuto dal 2 al 6 agosto u.s. l’evento #PRIORITALIA, presso il quale sono stato gentilmente invitato dalle organizzazioni promotrici in veste di specialista di rete, sia per rendicontare l’evento in maniera formale, sia per offrire il mio modesto contributo di cittadino e “homo telematicus” relativamente alle modalità di diffusione e partecipazione del progetto #PRIORITALIA.

Pur trattandosi di un articolo più lungo del solito, suggerisco caldamente a chiunque interessato alle proposte sul come salvare il Paese e riuscire ad immaginare un futuro per le prossime generazioni, di intraprenderne la lettura, andando poi ad approfondire, per coloro che desidereranno farlo, ai links di riferimento.

In sintesi, il progetto #PRIORITALIA è non solo un progetto per l’Italia assolutamente valido e credibile, essendo costruito da persone (managers italiani) estremamente capaci nel “fare” ma al tempo stesso un segno dei tempi, visto che date le attuali e pregresse deficienze della politica istituzionale, #PRIORITALIA intende porsi rispetto ad essa come attore “supplente” e “certificatore” al tempo stesso, creando così i presupposti per una virtuosità e fattività che da troppo tempo latitano, o quanto meno zoppicano, nel nostro Paese.

Ho trovato ammirevole che i partecipanti si siano dati convegno a spese proprie tanto in termini economici che di tempo sottratto ai propri impegni professionali e familiari e questo, spero che da solo la dica lunga sull’esigenza dei managers di ritrovarsi -a reti unificate per altro, visto che la manifestazione si è tenuta sotto l’egida tanto di FederManager quanto di Manager Italia-, che hanno così voluto potenziare e valorizzare i rispettivi campi d’intervento.

L’idea di fondo, insomma, è tornare ad una “buona politica” che possa veramente sorreggere il nostro Paese negli anni a venire, offrendo serenità e sicurezza a noi ma soprattutto alle generazioni future.
Non credo di esagerare, nel sottolineare che la parola chiave ricorrente, durante tutto il convegno è stata “visione”: ne occorre una chiara ed a lungo termine, sostenibile, misurabile, realmente realizzabile, sia pure con passo cauto, ma sicuro.

In tutto ciò, come evidenziato da Antonio Polito nel corso della giornata conclusiva è prevista anche una partecipazione attiva di chiunque, nella società della conoscenza (manager, alte professionalità, liberi professionisti ecc.) possa contribuire attivamente, prodigandosi a favore del Paese.
E sempre Antonio Polito, ha evidenziato il ruolo chiave, dal punto di vista della comunicazione del progetto #PRIORITALIA, che la rete può e deve avere.
Pensiero che mi vede perfettamente allineato, tanto che persino dal mio piccolo, mi sono permesso di offrire il mio punto di vista sull’argomento ad alcuni dirigenti delle organizzazioni promotrici.

In definitiva, dunque, questo articolo merita a pieno titolo di essere collocato nella categoria “Social Media / Social Network” del mio blog, e –fatemi aggiungere-, ha una portata “Social” e basta, per le idee che vuole condividere con il pubblico, che raramente forse, vedremo nei mesi a venire, anche se è più che auspicabile che nuovi associazionismi, purché guidati dal senso del Bene Comune, si inseriscano sulla scia di #PRIORITALIA per collaborare alla rifondazione di quella “buona politica” che sola può salvare questo Paese.

L’articolo è suddiviso in tre parti:

  • nella prima, viene offerta al lettore una panoramica di ciò che #PRIORITALIA è e si propone di essere/realizzare.
  • Segue un’interessante intervista realizzata grazie alla gentile disponibilità di Imma Battaglia, manager che dal palco di #PRIORITALIA, ha esposto con lucidità, coerenza e senso critico la sua personale visione e approccio del contribuire al bene comune.
  • Nell’ultima parte, vi riporto fedelmente le conclusioni dei cinque giorni di lavori tenutisi a #PRIORITALIA, insieme ad alcuni links di riferimento fondamentali per chi desideri approfondire.

Conclusioni dalle quali, tutto si può trarre meno che i manager nostrani non siano gente che “dice quello che fa e fa quello che dice”.

Prima di lasciarvi alla lettura, desidero esprimere la mia sincera gratitudine agli organizzatori (FederManager e Manager Italia) per l’accoglienza ed ospitalità riservatemi, come pure alle singole persone (menzione speciale ad Enrico Pedretti) che tanto  nello Staff organizzativo quanto tra i convenuti, mi hanno gentilmente concesso tempo ed attenzione; senza la vostra disponibilità, questo articolo, non sarebbe stato redatto!
A voi tutti ed a chiunque potrà trarne beneficio, un caloroso saluto e l’augurio che le “visioni” diventino presto “realtà tangibili”.
Chiunque desiderasse “partecipare”, infine, può farlo lasciando un commento qui sul blog.

PARTE 1 – LE RAGIONI DI #PRIORITALIA

Manager e Alte professionalità al servizio del Paese

# In questa fase di instabilità economica e politica dobbiamo assumerci una nuova responsabilità. Non c’è sviluppo possibile per il Paese senza una più efficiente ed efficace amministrazione delle politiche pubbliche.

# È necessario (ri)fondare il ruolo di rappresentanza del management in una dimensione attuale, dinamica e in continua evoluzione. Una nuova leadership che accompagni l’idea di sviluppo necessaria per l’uscita dalla crisi, con la competenza e la passione di fare, espressione del management.

# Vogliamo, partendo dalle priorità dell’Italia, proporre una visione chiara e precisa del futuro da mettere a disposizione del Paese. Una progettualità innovativa e condivisa per realizzare concretamente idee e proposte, partendo dalle persone.

# Essere soggetto sociale oggi significa creare una visione e diventare promotori del cambiamento per fornire esperienza e competenze utili allo sviluppo del Paese.

# Servono soluzioni generative: costruire progetti di azione collettiva che si fondano sulla reciprocità e sulla mediazione che solo una relazione continua e plurale può consentire.
Una nuova mission sociale per Manager e Alte professionalità

# Guidare la progettualità sociale per l’uscita dalla crisi, in termini di supplenza “politica” al vuoto lasciato dal sistema partitico tradizionale;
# Sostenere un Paese che, in gran parte dei casi, non vede ancora la luce in fondo al tunnel e vive nella paralisi generata dalla paura, attraverso una reale partnership strategica;
# Diventare centro di riferimento per lo sviluppo e la diffusione delle competenze che occorreranno dal 2013 in poi per amministrare la “res publica”.

 
ESSERE CENTRO DI AGGREGAZIONE E CONNESSIONE
DEGLI ATTORI CHE INTENDONO ASSUMERSI LA RESPONSABILITÀ DEL CAMBIAMENTO POLITICO NECESSARIO

Un appuntamento per guardare avanti

L’evento annuale #PRIORITALIA, ideato da Federmanager eManageritalia, parte dalla consapevolezza che, nell’attuale momento di incredibile accelerazione della discontinuità, la classe manageriale debba assumersi una più ampia responsabilità di impegno “civico” al servizio del Paese.

Questo ha spinto Federmanager e Manageritalia a riflettere intorno a temi, modalità, obiettivi e output attesi di un evento che, nella sua prima edizione (2012) dovrà porsi come un momento fondativo e di cambiamento sostanziale da cui ripartire con un nuovo modello di rappresentanza del management.

#PRIORITALIA intende diventare lo spazio di confronto e riflessione annuale per dare risposte concrete alle priorità del Paese

#PRIORITALIA è:

–         uno strumento per mobilitare le passioni;
– una piattaforma di aggregazione degli stakeholder interessati per favorire il dialogo   con/tra decisori e classe manageriale;
– una leva per incrementare l’influenza della comunità del management italiano sull’agenda politico-istituzionale.

Intervista ad  Imma Battaglia, direttore commerciale di Meware e presidente dell’Associazione Di’Gay Project.

 

Prioritalia è stata una vera fucina di idee, subito tramutatesi in progetti, qualcuno addirittura con tanto di Gantt e indicazioni sul finanziamento. Quanto elaborato, verrà certamente portato all’attenzione della politica: tu, in veste di manager, che reazioni e/o collaborazioni ti aspetti/speri che ci saranno?

A Prioritalia riconosco il merito di un grande lavoro: essere riusciti a riunire più di quattrocento manager – in un mese critico come agosto – per discutere di management, politica, futuro, ha comportato un notevole impegno organizzativo, che però ritengo sia stato ampiamente ricompensato in termini di entusiasta adesione e attiva partecipazione di pubblico. E’ apparso evidente, in quella sede, che le persone avvertono con sempre maggiore pressione il senso di responsabilità civile e sociale, che per fortuna non si esprime soltanto attraverso l’antipolitica, ma anche mediante una condivisa volontà di impegnarsi a tutti i livelli per cambiare le attuali drammatiche criticità. In particolare ogni manager, per l’ambito di attività che gli compete, sente fortemente la responsabilità delle persone che rappresenta e di conseguenza una sorta di imperativo kantiano a portare il proprio contributo.

Personalmente, mi aspetto dal nostro incontro un mutamento di prospettiva. Da questa platea di manager spero possa scaturire una proposta concreta in termini di cambiamento della dirigenza nei ruoli pubblici e soprattutto politici, affinché in primis si ponga fine alla consuetudine delle nomine basate sul nepotismo, sul clientelismo e sulla militanza all’interno dei partiti. Dobbiamo dare priorità assoluta al merito e reintrodurre un concetto fondamentale per la res publica, che è quello di impegnarsi per la società a titolo volontario, per il bene di tutti e non per il proprio tornaconto personale. Il contributo fondamentale che noi potremmo offrire al sistema pubblico è l’applicazione di un modello di lavoro di tipo manageriale con l’individuazione chiara degli obiettivi e delle responsabilità e soprattutto con l’introduzione di criteri di misurazione analitici dei risultati raggiunti. Solo, a mio avviso, con un governo di dirigenti tecnici improntato a valori di efficacia ed efficienza vedrei possibile una vera transizione, che rompa definitivamente la perversa contiguità tra politica e amministrazione della cosa pubblica. Anche per questo la politica deve tornare ad essere un impegno temporaneo a servizio della società civile – si potrebbero ipotizzare al massimo due mandati, come in altri Paesi – e cessare di rappresentare un appetibile vitalizio per chi non ha professionalità proprie, né competenze, da mettere a disposizione della collettività.

Una tua personale definizione di “buona politica”?

E’ quella che ascolta i bisogni e le istanze delle persone e se ne fa carico, si impegna a trovare soluzioni possibili per il bene pubblico, tenendo conto della limitazione delle risorse, al di là delle regole di partito e dell’appartenenza ideologica, senza populismo e demagogia, ma con il pragmatismo di chi ha la volontà di ricostruire il sistema e riconnettere il tessuto sociale in termini economici, politici, etici e di valore.

Come vedi un travaso senza soluzione di continuità e senza conflittualità tra manager pubblici e privati? Posto che dicendo “Amministrazione Pubblica” ci si riferisce all’ente e non alle singole persone ed alla loro competenza, come l’Amministrazione Pubblica potrebbe beneficiare della presenza di manager provenienti dal settore privato?

Nel momento in cui sarà consentito ai manager privati di mettere a disposizione la propria esperienza e di operare secondo i propri modelli gestionali, applicando il criterio della misurazione analitica dei risultati e soprattutto il principio della trasparenza nei conti pubblici e nei processi amministrativi, quando ogni fase di questo perverso meccanismo potrà essere resa visibile e consultabile da tutti, come in una lunga filiera di tracciabilità, credo che la differenza tra pubblico e privato si assottiglierebbe sensibilmente. Solo quando gli obiettivi assegnati ai dirigenti pubblici saranno chiari e condivisi, e non più attribuiti secondo il criterio del consenso politico, sarà veramente possibile parlare di cambiamento. Ma credo che questo processo di transizione non sarà scevro da complesse fasi di conflittualità.

La tua personale storia come manager è stata in qualche modo penalizzata dal tuo impegno civile?

Sono sempre stata molto impegnata nel mio lavoro di manager, ma contemporaneamente ho lavorato tanto anche a difesa dei diritti civili. Nel 2000, quando ho organizzato a Roma il primo World Gay Pride, straordinario successo in termini di affluenza di persone da tutto il mondo, ero anche account manager per una multinazionale americana presso una grande azienda italiana.

Affrontavo per la prima volta il mondo della vendita, avendo un passato da sistemista, con una quota di 7M$. Ebbene proprio in quel periodo – nonostante io avessi superato la quota di fatturato che mi era stata assegnata (9,9M$) – la multinazionale ha ritenuto che il mio essere ormai diventata un personaggio pubblico e la visibilità che ne derivava fossero incompatibili con il mio ruolo professionale. Fui sostituita senza nemmeno una motivazione ufficiale. Invece di accusare la società, come avrei potuto fare, di un evidente comportamento discriminatorio nei miei confronti, da manager mi sono rimboccata le maniche impegnandomi in altre sfide e dimostrando a tutti di avere successo anche ricoprendo altri ruoli. Questa esperienza mi ha permesso di scegliere sempre il mio percorso professionale, che preferivo interrompere quando c’era troppa discrasia tra i miei valori e quelli delle aziende in cui lavoravo. Anche recentemente, quando ho assistito – in un contesto imprenditoriale multinazionale – a scelte finanziarie che non condividevo, o quando sono stata accusata del fatto che con il mio impegno civile sottraevo tempo alla mia vita professionale, ho deciso di dimettermi dopo tredici anni, ho affrontato la solitudine con il coraggio della mia professionalità, della mia rete familiare e dei miei valori.

Oggi sono direttore commerciale di una media azienda italiana, la Meware srl, che cresce ogni anno e che ha posto il diversity management come caposaldo del proprio percorso, per me motivo di grande orgoglio. Il mio cammino professionale ed umano è la dimostrazione che le aziende italiane possono tornare a crescere e soprattutto che la rinascita è nelle nostre mani. Non dobbiamo lasciarci schiacciare dalla paura, né sottometterci all’esterofilia: io parlo inglese, italiano e “napoletano”. Forse è il mio essere orgogliosamente partenopea ad avermi tolto ogni complesso di inferiorità, ad avermi fatto andare avanti a testa alta nei momenti difficili. Oggi lo stesso orgoglio mi fa rilanciare il mio impegno a favore dei diritti civili secondo nuove priorità, soprattutto nella consapevolezza che oggi essi passano necessariamente per il diritto al lavoro e ad una vita dignitosa che permetta a tutti di continuare a sognare il proprio futuro. Con questo obiettivo, come manager, vorrei mettermi a disposizione della società e del Paese per restituire a tutti il sorriso e la fiducia nell’amore e nella vita.

Il tempo a disposizione per i talks a Prioritalia, è stato purtroppo tiranno. C’è qualcosa che avresti voluto aggiungere e che puoi dire ora, a beneficio dei lettori e del pubblico che ti ha seguita in diretta all’evento?

Avrei voluto chiarire meglio il rapporto tra etica e solidarietà. Credo che oggi sia fondamentale ripristinare un equilibrio virtuoso anche per quanto riguarda i sistemi retributivi, ridimensionando un’economia ormai fuori standard secondo criteri maggiormente solidali. Dovremmo pensare tutti ad un modello economico nuovo, imperniato di meno sul denaro e di più sui beni e sui servizi, con l’obiettivo della crescita del sistema e della collettività. A titolo di esempio, destinare in servizi una quota delle retribuzioni dei dirigenti – consentendo ai loro figli l’accesso gratuito agli asili nido o alle vacanze studio, spese mediche e altri servizi di prossimità per i lavoratori e le loro famiglie – costringerebbe tutti in un momento di crisi a ripensare al nostro attuale modello sociale e ad impegnarci a renderlo più umano, attraverso comportamenti collettivi improntati ad una maggiore solidarietà, a partire da chi ha le risorse economiche per poterlo fare.

La buona politica, da parte dei manager, parte anche dal buon esempio. I manager possono e devono aiutare a far ripartire l’economia, priorità assoluta per il Paese, anche con il sostegno concreto alla solidarietà. Contro la demagogia, la retorica e il populismo, noi proponiamo realismo, concretezza, idee e nuovi progetti.

CONCLUSIONI EMERSE DA #PRIORITALIA

   

NASCE #PRIORITALIA: I MANAGER SI METTONO IN “MOVIMENTO” PER CAMBIARE LA POLITICA E IL PAESE

 

Si è conclusa ieri la kermesse che dal 2 al 5 agosto ha coinvolto a Roma quasi 1.000 manager e alte professionalità. Nel pomeriggio la conclusione e la definizione dell’impegno per tornare alla buona politica. I manager lavorano nell’interesse comune, perché solo dalla crescita può venire per loro e per l’intero Paese un futuro migliore.

 

Roma, 6 agosto 2012. È nato ieri a tarda sera #PRIORITALIA, il  nuovo soggetto sociale e politico voluto da CIDA, Federmanager e Manageritalia, le organizzazioni di rappresentanza di dirigenti, quadri e alte professionalità del pubblico e del privato, ma terzo rispetto ad esse, che continueranno a svolgere il loro compito di rappresentanza sindacale e offerta di servizi professionali e personali.

L’obiettivo è anche fare politica, nel senso di interessarsi della “res pubblica”.
Un movimento non partisan, apartitico per intenderci, che vuole aggregare tutti i soggetti della società della conoscenza (manager, alte professionalità, liberi professionisti ecc.) per lavorare a favore del Paese.
Come? Partendo dalla politica, cioè offrendo competenze, progetti chiavi in mano e uomini esperti per aiutare la politica a fare le cose e bene. Infatti, se il compito della politica, della buona politica, è dare indirizzi e realizzarli, perché questo accada c’è bisogno anche in Italia dell’apporto della cultura e del modello manageriale, di chi professionalmente si occupa di far accadere le cose nei tempi e costi prestabiliti.

La proposta è quindi sicuramente politica, ma – come ha detto Antonio Polito, ospite della giornata conclusiva, in un contesto come quello odierno dove l’unica “mission possible” è quella di contribuire a salvare l’Italia – servono persone che senza ideologie di parte operino nell’interesse comune.
Questa è la vera natura di #PRIORITALIA: innescare un cambiamento culturale che vuole contaminare la politica e il Paese puntando su una cultura della valutazione dell’operato della politica (accountability), che deve rendere conto responsabilmente della sua azione (controllo di mandato), e sulla governance (insieme di regole di ogni livello – delega, controllo, misurazione risultati ecc. –  che disciplinano la gestione di un potere).

Dai quattro giorni di intenso lavoro – che ha coinvolto quasi 1.000 manager e 37 ospiti soprattutto del nuovo tessuto istituzionale, economico e sociale – sono emerse ben 208 idee progettuali, alcune, come è prassi per i manager, già a livello avanzato di progettazione, che presto saranno selezionate per priorità d’intervento.
Tutte sviluppate in coerenza con i nove principi trasversali indispensabili per sviluppare una buona politica emersi dall’analisi ad ampio spettro effettuata in precedenza sulle proposte e richieste della società civile negli ultimi due anni.
Informazione, legalità, trasparenza, inclusione, innovazione sociale, competenza, attuazione (cultura del fare rapidamente), collaborazione (pubblico/privato) e visione, questi i nove principi individuati partendo dai quali si è operato per definire priorità e modalità per concretizzare progetti e azioni.

Questi i principi sui quali #PRIORITALIA, e questo è uno degli aspetti fortemente innovativi della proposta, vuole proporsi per certificare chi vorrà candidarsi alle prossime elezioni, che questi sia un manager o un soggetto appartenente a altri movimenti e/o partiti.

Oltre alla certificazione, tanti i progetti che saranno a breve sviluppati dal nuovo soggetto, in proprio o in sinergia con altri.
Tra i più innovativi, la creazione di un osservatorio/centro studi per il monitoraggio e la rendicontazione degli effetti delle decisioni politiche, che dovrà anche valutare la coerenza tra promesse elettorali e realizzazioni di partiti e/o singoli politici. Poi una scuola di formazione manageriale per i politici, la costituzione di team di manager da mettere al servizio delle amministrazioni locali per la realizzazione di progetti sul territorio, l’impegno a supporto delle associazioni non profit (1.000 manager per 100 progetti).

Inoltre, un grande progetto nazionale per la valorizzazione dei giovani talenti con stimoli, supporti e incentivi alla loro espressione nella società e un piano di marketing politico del territorio Paese per attrarre investitori e nuovi partner economici.

#PRIORITALIA – dice Guido Carella, presidente Manageritalia – si costituirà presto come Fondazione, un soggetto terzo al servizio del Paese. Un movimento aggregante delle tante e valide energie e competenze manageriali, che abbiamo e non sappiamo sfruttare, per guardare con fiducia al futuro. Presto riuniremo i vertici delle organizzazioni fondanti, dialogheremo anche a livello territoriale con la nostra base, faremo un’assise pubblica per coinvolgere tantissimi manager e alte professionalità e dialogare con la società, con tutti, ma soprattutto con i soggetti dell’economia della conoscenza. Così diamo rappresentanza e voce a quelle centinaia di migliaia di manager che fanno funzionare le aziende tutti i giorni. Quelli che tutti gli italiani incontrano quotidianamente sul pianerottolo di casa o con i quali lavorano dentro o fuori le aziende, che è ora siano riconosciuti come soggetto sociale ed economico importante non solo per far funzionare le aziende, ma anche per aiutare il Paese a cambiare e crescere. Insomma, #PRIORITALIA è alternativa all’antipolitica e alla vecchia politica, è “oltre la politica” per un contributo vero a supporto del Paese. Non è un movimento schierato, ma guarda oltre la politica (intesa come sistema partitico) verso un nuovo modello di governance del Paese che poggia su competenze e cultura del realizzare e del dare”.

Il nostro impegno – dice Giorgio Ambrogioni, presidente Federmanager – è per valorizzare i manager, ma soprattutto per il Paese e per i giovani, per far sì che tutti cittadini abbiano strumenti per riappropriarsi  del loro futuro e di quello dell’Italia interessandosi con senso di responsabilità e di più della “res pubblica”. Un riconoscimento che gli attuali modelli di rappresentanza e partecipazione hanno fatto il loro tempo e oggi servono nuovi soggetti e nuove modalità e una volontà di dialogare e lavorare con tutti, ma soprattutto con i giovani e per i giovani. Meritocrazia, valorizzazione del talento, cultura della responsabilità sono i valori che provengono dalla nostra esperienza professionale, vogliamo metterli al servizio del Paese. Aumentando la managerialità nelle imprese, perché possano competere al meglio, portandola nel governo della cosa pubblica, perché abbiamo davanti anni difficili e nei quali si potrà solo operare con risorse scarse e in modo sostenibile. Siamo quelli che più di tutti hanno forte coerenza di interessi tra obiettivo generale e particolare: solo una ripresa della crescita economica può dare un futuro alla classe manageriale, ma soprattutto al Paese. La crescita è in fin dei conti l’obiettivo finale e vero di #PRIORITALIA, perché questa è l’unica strada per andare verso un benessere diffuso, per garantirci giustizia sociale, solidarietà, inclusione …, insomma un Paese migliore, quello che tutti vogliamo per noi e per i nostri figli.

(Per maggiori informazioni www.manageritalia.it www.federmanager.it
Enrico Pedretti 348 6971715 enrico.pedretti@mageritalia.it)

  Federmanager   costituita nel 1945, è l’Organizzazione che rappresenta e tutela, in modo unitario ed esclusivo 180.000 dirigenti in servizio e in pensione delle imprese produttrici di beni e di servizi. Gli iscritti sono dirigenti di piccole, medie e grandi imprese; dai dirigenti di nuova nomina fino ai direttori generali e amministratori delegati. Operano in tutti i settori dell’industria privata ed a partecipazione statale compresi gli enti pubblici economici, nonché nelle attività ausiliarie e complementari dell’industria.

In rappresentanza dei dirigenti industriali Federmanager stipula e gestisce i contratti collettivi nazionali di lavoro con Confindustria, Confapi, Confservizi, Confitarma, Fedarlinea e Fieg e contratti collettivi aziendali o integrativi con grandi gruppi industriali. Federmanager assume iniziative a livello politico e parlamentare per la valorizzazione del ruolo manageriale e  la tutela degli interessi categoriali. Federmanager è presente su tutto il territorio nazionale tramite 58 Associazioni.

 Manageritalia  www.manageritalia.it –    (Federazione nazionale dirigenti, quadri e professional del commercio, trasporti, turismo, servizi, terziario avanzato) rappresenta dal 1945 a livello contrattuale i dirigenti del terziario privato e dal 2003 associa anche quadri e professional. Offre ai manager: rappresentanza istituzionale e contrattuale, valorizzazione e tutela verso la politica, le istituzioni e la società, servizi per la professione e la famiglia, network professionale e culturale. Promuove e valorizza il ruolo e il contributo del management allo sviluppo economico e sociale.

Oggi Manageritalia associa 35.000 manager: 23.000 dirigenti in attività che lavorano in 9.000 aziende, oltre a 7.000 dirigenti pensionati, e 2.000 quadri e 3.000 professional.

La Federazione è presente sul territorio nazionale con 13 Associazioni che offrono una completo sistema di servizi: formazione, consulenze professionali, sistemi assicurativi e di previdenza integrativa, assistenza sanitaria ai manager e alla famiglia, iniziative per la cultura e il tempo libero.

 Imma Battaglia è direttore commerciale di Meware e presidente dell’Associazione Di’Gay Project.

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